Saturday, September 26, 2009

The Obama Corner: Il G 20,l'Iran..e l'influenza 2009

Si stanno di nuovo scaldando i confini dalle parti dell'iran - ed è una faccneda piuttosta seria stavolta - essendo come si suol dire i nostri cari amici colti con le mani nella marmellata ma da notare anzitutto uno speciale di Repubblica sull'Influenza 2009 [stampabile] conoscere per non esser preda di paura..

Speciale di Repubblica

Detto questo veniamo alle tre questione principali che si sono letteralmente incastrate in queste ultime 72 ore,non c'è stato solo Anno Zero e la sua bella puntata - anche se mi chiedo ancora chi l'abbia vista veramente,chi la gentile signora ( o signorina) D'Addario e le sue vicende già conosceva,ma tant'è.

A) Il G 20 è oramai diventato il vero summit mondiale,il luogo,insieme al Consiglio di Sicurezza dell'Onu,dove si decidono le " sorti del mondo" ( anche se si è detto" ( e forse dimostrato :confuso:) che le sorti del mondo si decidono altrove...
Almeno stando a quello che è l'atteggiamento avuto da Obama che ha letterlmente sposato la causa del multilateralismo,un pò perchè ci crede un pò perchè costretto, India,Brasile e la stessa Indonesia non si possono ignorare e creare un G- 12 è assurdo..

l'accordo pare fatto...


.Il G 8 continuerà a trascinarsi formalmente per qualche decennio...

Non che al G 20 si deciderà il destino dell'universo comunque....

B) Obama aveva anche annunciato una serie di buoni propositi sul futuro del mondo...

C) tutto in secondo ( o forse terzo piano) davanti a quanto accaduto ieri quando è stato annunciata la scoperta del sito nucleare per l'arrichimento dell'Uranio dell'Iran,il sito segreto,nascosto nelle profondita di una montagna,anche troppo vicino a un bersaglio sensibile come la citta santa di Qom sarebbe anche molto difficile distruggere il sito - ben interrato nella montagna - ma colpire la città vorrebbe dire commettere una spece di ingiuria contro l'intera nazione iraniana dati Wiki su Qom

L'annuncio di Obama su Repubblica TV





Ovviamente le richieste di fermezza da Istraele sono ben chiare


Commento di G Rampoldi Doppio Gioco a Teheran..l'incipit...

Il linguaggio più forte, la coreografia più spettacolare. Affiancati sul palcoscenico del G20, Obama, Sarkozy e Gordon Brown, insomma una rappresentanza qualificata di un Occidente finalmente unito, hanno smascherato il doppio gioco di Teheran e posto l'Iran di fronte al suo dilemma esistenziale.

Se continuare a prospettarsi come il motore della Rivoluzione khoemeinista nel pianeta, il vendicatore del Terzo mondo, la Spada dell'islam sospesa su Israele. Oppure essere la nuova Persia, una grande potenza regionale erede di ottomila anni di storia, ma assoggettata alla legalità internazionale, alle regole e agli equilibri geo-politici che ne limitano l'espansionismo ideologico e ne disciplinano l'azione internazionale.

Nel primo caso l'Iran non potrà rinunciare alla Bomba, terrà testa agli occidentali e forse al Consiglio di sicurezza, incapperà in nuove sanzioni. E finirà per rendere inevitabile il braccio di ferro rischiosissimo che tutti, a cominciare dagli europei, vorrebbero evitare. Nel secondo caso, potrà cominciare quel negoziato globale, il Grand Bargain, che già alla fine degli anni Novanta Clinton e Khatami furono ad un millimetro dall'avviare.

E allora davvero tutto sarebbe sul tavolo, la Bomba e gli investimenti occidentali, i missili forniti dall'Iran ad Hezbollah e l'abrogazione delle sanzioni europee e americane. E il sostegno ad Hamas, l'influenza iraniana in Iraq, le rotte del petrolio in Asia centrale. E lo Scudo spaziale, il programma militare varato dall'amministrazione Bush.

Se a questo si aggiunge che lo Scudo ufficialmente è puntato sull'Iran ma in realtà minaccia anche la Russia, e che a motivo di questo Mosca sembra appoggiare il pressing occidentale, si ha l'impressione di un momento decisivo, di un bivio fatale. Quando tutto pareva bloccato, Obama ha inventato il colpo che potrebbe rimettere in moto la storia.

Una sortita così teatrale non può obbedire ad una tempistica decisa dal caso. E infatti precede di pochi giorni l'incontro previsto il primo ottobre a Istanbul, dove iraniani, occidentali, cinesi e russi torneranno a discutere il dossier nucleare dopo un lungo intervallo. Del resto non era un mistero che l'Iran avesse duplicato gli impianti coinvolti nel suo programma nucleare e disponesse di una filiera di installazioni sotterranee e segrete, a prova di attacco aereo. E probabilmente Washington aveva scoperto da tempo quel che nascondeva una montagna non lontana, neppure in termini simbolici, dalla città santa di Qom.

A sua volta Teheran sapeva che gli americani sapevano, perché di recente le autorità iraniane avevano dichiarato l'esistenza dell'installazione di Qom all'Aiea, l'Agenzia dell'Energia atomica, che vigila sul trattato di non proliferazione. Ma anche a giudicare dal suo intervento al Palazzo di Vetro, meno slabbrato del solito però tonificato da una certa jattanza, Ahmadinejad cominciava a illudersi di aver vinto la partita. In fondo ne aveva motivo.

Gli occidentali avevano a lungo sperato che la rivolta di Teheran ridimensionasse lo spiritato presidente dell'Iran e il suo mentore, la Guida suprema Khamenei, e li inducesse a un atteggiamento più pragmatico. Ma col tempo la sollevazione aveva perso slancio. Restava la minaccia di un embargo, però americani ed europei esitavano a ricorrervi, e con ragione. Come insegna il passato recente, le sanzioni spesso sono percepite dalla popolazione che le subisce come una punizione collettiva tanto sommaria quanto ingiusta; di conseguenza possono perfino avvantaggiare il regime che intendono colpire. E soprattutto: un embargo Onu avvierebbe una procedura internazionale che può avanzare per forza inerziale fino a conseguenze esplosive, se nessuno accetta di perdere la faccia.

Ma quanto più il tempo passava, tanto più il nucleare iraniano diventava un fatto compiuto, sempre meno reversibile. Non lo è più. Però il percorso che può portare ad un ravvedimento dell'Iran è quantomeno incerto.

Vedremo cosa succede....

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