Sunday, November 07, 2010

Departures - Okuribito arriva nelle edicole

Mi chiedevo quando sarebbe uscito il bel film del regista Takita Yojiro film che ha saputo conquistare per il Giappone il premio Oscar per il miglior Film Straniero del 2008: Departures - Okuribito - hanno sbagliato solo di qualche mese le persone che nel momento in cui ne parlavo ipotizzavano settembre 2010 per l'uscita - solo nelle videoteche però...Era uscito ma fin troppo rapidamente, anche nei cinema italiani ad aprile il film approda in questi giorni addirittura nelle edicole italiane nell'ambito della collana Panorama Ciak
Il film, nato da una sceneggiatura originale dell'attore scritta dallo stesso attore protagonista, Motoki Masahiro, interprete di Kobayashi Daigo, il nokanshi, il maestro di deposizione delle salme, un ex violoncellista che ha iniziato quel lavoro, così particolare, credendo di rispondere ad una inserzione per lavorare in un'agenzia turistica ed ha accettato il lavoro solo per l'ottima paga. Il lungometraggio è la sua storia, quella di sua moglie e la storia di un funerale, nel quale Daigo interviene svolgendo il suo particolare ruolo di nokanshi.

I funerali giapponesi sono una realtà che gli occidentali raramente sperimentano nella loro vita, dove ha un ruolo centrale la figura del nokanshi, il maestro di deposizione nella bara, un professionista che lava e riveste la salma.
Non si tratta di un semplice lavoro di pulitura, ma di un compito dal rituale raffinato, eseguito con gesti sapienti ed eleganti, che comunica compassione per il defunto.
Questo – sembra dire senza parole ai congiunti – non è semplicemente un corpo senza vita, ma una persona degna di rispetto e di amore. Con la sua perizia, egli restituisce al defunto le sembianze della vita.


E' un funerale molto particolare quello in cui Daigo verrà chiamato a intervenire che svelerà antichi e recenti silenzi quello di un giovane transessuale, morto come donna. I suoi parenti si sono scordati di informare Daigo, che lo scopre solo mentre sta effettuando la preparazione, e la rivelazione del sesso della salma ha il tono divertente tipico dell’umorismo macabro del regista Takita.

Departures - Trailer Italiano



Il film affronta con rara eleganza temi particolari veri e propri tabù sociali sia nella società occidentale che in quella giapponese che sembrano vivere in un'eterno presente, come la morte ed il legame strettissimo con la vita il rapporto fra questi due estremi la necessità della mediazione e le difficoltà di questa mediazione inserendole sullo sfondo di una storia d'amore vissuta in modo autentico, è stato distribuito nelle edicole italiane in questi giorni dopo esser sbarcato troppo in sordina ad aprile 2010 nei nostri cinema.


Titolo: Departures - Okuribito

Specifiche

- Durata 126 Minuti

- Formato: 16/9 1,85/1

- Lingua: Italiano / Italiano per non udenti / Giapponese

-Sottotitoli: Italiano / Italiano per non udenti

- Regione: 2 PAL

Extra:

- Trailer.

- Making Off ( Sottotitolato Italiano).

- Il rito del Nokanshi.

Una recensione di un utente di Animeclick, KenzoTenmaFRNSGL, ripresa dall'annuncio della presenza di Departures al XI Edizione del Far East Film Festival 2009 dove il film ha conquistato l'Audience Award Udine Far East Film festival 2009


Ho visto il film ieri sera. La regia è molto buona ed anche la scelta degli attori, tra i quali Yamazaki (il mio preferito) e la Kimiko (sempre buona, sempre buona). Da certi commenti che si trovano in giro sulla questione filosofica vita/morte e sulla conseguente riflessione uno si sarebbe aspettato il solito film drammatico strappalacrime che ti stende dopo mezz'ora. Invece la prima parte è molto divertente (a partire dai progetti iniziali del protagonista -interpretato da Motoki- subito infranti): il violoncellista disoccupato che decide di tornare al paese natale e viene a trovarsi nella situazione più lontana dalle sue aspettative; un lavoro accettato a scatola chiusa; la scena della ripresa video della preparazione di un cadavere; il rapporto con il cibo prima e dopo essersi abituato al lavoro (il pollo della scena con la moglie e poi quello che lui, il capo e la segretaria letteralmente divorano).

La seconda parte, sul dramma della separazione, più che un pensiero a quello che resta dopo la morte pare una riflessione su quello che le persone che restano fanno (o cercano di fare) perché il ricordo della persona morta non svanisca. Allora ha un senso tutta la lunga cerimonia di pulitura, vestizione e trucco (quella scena in cui il marito piange per la morte della moglie solo dopo la fine della preparazione, proprio perché la riconosce come la persona viva che aveva amato o la cura con la quale i familiari si occupano della salma nei particolari -i calzettoni della nonna e il foulard della signora dei bagni). E ha senso anche il cambiamento di atteggiamento della moglie del "preparatore" -la Hirosue che dà il meglio nelle scene da fermo e nei primi piani- quando si rende conto che il lavoro del marito oltre ad essere necessario è anche qualcosa di edificante, capace di ricostruire addirittura delle memorie perse (senza le quali il protagonista non avrebbe saputo dare un senso ai trent'anni di assenza del padre).

Un film da vedere per tanti buoni motivi. Non un capolavoro, ma decisamente ottimo nel suo genere (non fosse bastato l'oscar, agli academy awards giapponesi ha fatto una scorpacciata di premi -regia, sceneggiatura, attore protagonista, attore non protagonista, attrice non protagonista -grande Kimiko- e non ricordo più che altro). Quello raccontato come lavoro non è niente male.

Un vivo ringraziamento ad Antonio Gennà per le informazioni supplettive che il suo ottimo sito ci ha fornito.

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