Thursday, January 21, 2010

Sub Zero fansub di nuova online e nuova veste grafica

I sub Zero fansub sono di nuovo on line dopo diversi giorni e hanno adottato una nuova veste grafica piuttosto accattivante

http://www.gundamuniverse.it/blog/?p=4116

fra le uscite nell'aria è possibile anche la prima Special Edition di Gundam 00 -Celestial Being

Mia piccola opinione è ovvio...

Domenico

Sentinel - nuovo capitolo ad opera di Universal Century

E' ripresa su Universal Century la pubblicazione di Sentinel

http://www.universalcentury.it/Download/sentinel_cap-08.zip


Subito dopo la conclusione di Gundam ZZ, sulle pagine della rivista di modellismo Model Graphix, venne pubblicato una sorta di fotoromanzo, che aveva come soggetti modellini e diorami. La serie era Gundam Sentinel, che divenne subito di grande successo tanto che la BANDAI ne realizzò un' intera linea di modelli, cosa mai successa ( ne prima, ne poi dopo ) per una serie non animata. Ciò che colpì i fan di questa storia fu principalmente il design spettacolare dei mobile suit, ideati dal grande mechanical designer Hajime Katoki uniti ad un trama intrigante ed appassionante. Ancora oggi, a distanza di 15 anni dalla sua prima apparizione, Gundam Sentinel rimane una serie molto apprezzata nel sol levante, come testimoniano l' uscita di molti nuovi modellini BANDAI dedicati a questa serie, sia in HGUC che in Master Grade, e di numerose action figure.

ANNO DI USCITA: 1987-88
STORIA: Masaya Takahashi
MECHA DESIGN: Hajime Katoki

Siamo nelle ultime settimane dell' anno 0088, il sistema solare é preda del sanguinoso conflitto che contrappone l' AEUG e Neo Zion...

Nell' asteroide Pezun, base dell' esercito federale, un gruppo di soldati d' elite si rivolta contro la scelta federale di appoggiare l' AEUG. Si battezzano New Desides ( un misto tra decisone e dissidenti ) e decidono di combattere a favore dell' ideologia Titana della superiorità terranoide.

Nonostante sia Axis la maggiore minaccia all' orizzonte la federazione decide di stroncare questa ribellione il più presto possibile. Per questo scopo viene formata la Taskforce Alfa, una piccola forza di veterani provenienti, oltre che dall' esercito federale, da AEUG e Kabala. Per intimidire i ribelli la forza della Taskforce Alfa, che ha nella nave Pegasus III ( gemella della Agama di Zeta e ZZ ) l' ammiraglia della flotta, é equipaggiata con il meglio della tecnologia federale, inclusi numerosi Gundam, nuove versioni di Zeta e ZZ e soprattutto con l' MSA-0011 S Gundam Superior, l' ultima evoluzione del leggendario mobile suit bianco dotato di un innovativo sistema di intelligenza artificiale denominato ALICE ed alla cui guida é messo il giovane pilota Ryuu Roots.

In pochi giorni la Taskforce Alfa arriva a Pezun e, dopo alcune schermaglie, comincia un assalto in grande scala sull'asteroide

I New Desides decidono di abbondare l' asteroide lasciando però una trappola esplosiva nucleare per gli invasori. Tex West pilota della Taskforce riesce ad accorgersi dell' inganno e la forza d'attacco scampa.

Questo l'approccio di quest'opera famosissima fra gli appassionati di modellismo e non solo...

Ho estratto queste note dall'ottimo sito di Beppe - Gundam Design fra i primi ad occuparsene e trattarne ampiamente..


La storia è ovviamente ben più ampia,ALICE si rivelerà un'Intelligenza atificiale molto particolare...

Le note di Beppe - Gundam Design - sul volume

http://digilander.libero.it/gundamdesign/gundam%20sentinel.htm


Altre note da Universal Century sul Volume

http://www.universalcentury.it/book/gundam-sentinel

Domenico

Wednesday, January 20, 2010

Tuesday, January 19, 2010

Newtype febbraio 2010: scansioni II l’intervista a Seiji Mizushima,il – il 00 QanT

Molto più interessante questo secondo gruppo di scansioni l'intervista arriva da Cosmic era Blog – il blog dell'amico Saga…abbastanza interessante amche se non chiarisce un dubbio: ma come diamine si intitolerà questo stupido film ??


Appare abbastanza semplice pensare che il 00 QanT sia soltanto la prima forma dell'unità definitiva - è una comune idea di tutti i commentatori -

Anche Zechs è d'accordo sul punto se non erro.

L'intervista al regista chiarisce una serie di punti -

Il film è ambientato due anni dopo la fine della seconda serie.

- Viene ad essere raccontata la storia di Setsuna e dell'umanita.
- 5 persone stanno attualmente lavorando sul storyboard
- Le immagini mostrate all'ultimo festival erano estratte direttamente dal film.

- Volutamente i protagonisti sono stati resi più realistici

- Il design della QAN 00 [T], a differenza di quelli del Exia e 00, è stato affidato, ma non è stato interamente realizzato da Ebikawa

Le diverse immagini sul Blog...

http://www.gundamuniverse.it/blog/?p=4115

Domenico

Monday, January 18, 2010

CES 2009: Intel 3D Touch-screen Display

Una delle novità più importanti, presentata all'e3 da microsfot, e senza dubbio il Project Nadal, il nuovo sistema di controllo per xbox360.Se nintendo ha cercato di aumentare l'interattività nei videogiochi la Microsof ha puntato a coinvolgere completamente il giocatore nell'attività videoludica...a novembre 2010, giusto in tempo per le feste. Sarebbe disponibile sia insieme alla console, sia venduto separatamente per chi già ne possiede una: in questo caso il prezzo voluto da Microsoft sarebbe inferiore ai 50 dollari, poco più di 30 euro, e sarebbero disponib...ili 5 milioni di apparecchi per il giorno di lancio.

Ma al CES di Las vegas - a cui si riferisce questo video - non si è parlato di questo si è parlato di qualcosa di diverso e superiore...

una serie assolutamente innovativa di sistemi di controllo dei meccanismi multimediali - dalla TV ai video registratori che rischiano,anzi pressochè sicuramente porranno fine al regno,fino ad ora totalmente incontrastato del vero principe di ogni salotto casalingo...Il telecomando...

Sostituendolo con gesti,o magari alla fine sguardi,più o meno ammiccanti...Nuovi comportamenti che inevitabilmente ricordano il film Minority report

Sunday, January 17, 2010

Potere e Splendore 1568/1868 - Una mostra,"Assolutamente da vedere"



Non si può che concordare con Giangiorgio Pasqualotto quando parlando della mostra Potere e Splendore 1568/1868 curata da Gian Carlo Calza in corso di svolgimento al Palazzo reale di Milano afferma che si tratta di una mostra «Assolutamente da vedere».

La mostra,che meritoriamente ha un suo sito Web,attraverso cui osservare parte del percorso ben descritto da Giangiorgio Pasqualotto nel suo articolo articolo è stata aperta,nell'ambito della manifestazione: il Giappone a Milano 2009, lo scorso 7 DICEMBRE 2009 e resterà aperta fino all'8 MARZO 2010,vi è ancora un discreto periodo di tempo per ammirare le sue duecento e più opere disposte nelle sale del palazzo Reale secondo un'impostazione che è il secondo - e forse più importante punto di forza di questo curatore che ha accumulato unna notevole esperienza -
Sempre al Palazzo reale di Milano nel 1999 allestì la mostra "Hokusai. Il vecchio pazzo per la pittura" il grande successo di questa mostra ha contribuito in modo davvero notevole a far conoscere la civiltà giapponese illustrata al pubblico e un maestro dell'arte mondiale,Hokusai è collegato all'arte occidentale in modo ben stretto come oramai è ben riconosciuto ed è stato curatore della prima mostra italiana dedicata al grande maestro della natura: il pittore della natura,il grande Hiroshige,una mostra che considerato il suo successo è stata ampiamente prorogata.
"Hiroshige. Il maestro della natura" . )


L'articolo di Giangiorgio Pasqualotto, delinea l'interessante percorso culturale creato da Gian Carlo Calza nel Palazzo Reale di Milano. Una mostra....

«Assolutamente da vedere» è frase talmente comune da non avere più alcuna efficacia persuasiva. Riprende forza e significato se riferita alla mostra Giappone.
Potere e splendore 1568/1868
magistralmente curata da Gian Carlo Calza e allestita nelle sale del Palazzo Reale di Milano. Un' esposizione paragonabile solo a quella allestita alla Royal Academy di Londra nell' inverno 1980-' 81, sia per la quantità, ma soprattutto per l' altissima qualità dei pezzi esposti, molti dei quali difficili da vedere anche in Giappone.

Il curatore ha scelto più di duecento capolavori provenienti da musei, fondazioni e collezioni private giapponesi, e li ha presentati utilizzando il sistema della rotazione che consente di apprezzare un numero ben maggiore di opere.

Eccellente anche il modo di esporre questi tesori, disposti in sei sezioni (Natura, Potere, Occidente, Città, Design, Tradizione): il risultato è una coerente rassegna delle arti giapponesi durante i periodi Momoyama e Edo, che hanno rappresentato, dopo decenni di guerre interne, un' epoca di pace e, dopo secoli di influssi cinesi, il tempo del consolidamento delle tradizioni autoctone.

Importante, poi, risulta l'intenzione con cui l' esposizione è stata pensata e realizzata: rendere visibile la costante originalità delle arti giapponesi nel tradurre in segni, forme e colori il confronto con la natura e con la storia.

Proprio in riferimento a quest' ultimo aspetto, le prime sale sono dedicate alla "Vita della città": una serie di splendidi paraventi illustrano in modo minuzioso scene di vita quotidiana, con colori vivissimi. Le immagini non solo ci mostrano usi e costumi di dignitari e concubine, di artigiani e negozianti, ma anche ci informano indirettamente su due caratteri generali dei periodi Momoyama e Edo: il consolidamento del potere da parte dei tre grandi unificatori del Giappone (Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu); e la comparsa di una ricca borghesia mercantile. Una successiva sezione presta attenzione a tre tipologie di prodotti in cui l' ingegno nipponico ha fatto coincidere arte e artigianato: i kimono, le ceramiche e le lacche.

I kimono esposti sono tra i più belli che si possano ammirare, quasi tutti provenienti dai musei nazionali di Tokyo e di Kyoto. Spettacolari, in particolare, il kimono sfoderato ( hitoe) a fondo verde con motivi di paesaggio immaginario, e il costume per il teatro No ( karaori ), tempestato di motivi floreali multicolori.

Altrettanto stupefacenti le lacche, risultati di perfezione tecnica e di eccellenza estetica, come prova l' elegantissima scatola per picnic col motivo delle otto vedute del lago Biwa. Anche la scelta delle ceramiche privilegia prodotti di altissimo livello. Si possono ammirare due tazze da tè in ceramica raku prive di decorazioni come se fossero fatte direttamente dalle forze della natura; ma anche una giara da tè di tipo kyokai a fondo nero e oro, dove di naturale ci sono solo pochi, stilizzati riferimenti a fiori di camelia, pini e montagne. La sezione dedicata al "Potere" presenta selezionati manufatti in cui si condensano alcuni prestigiosi segni dell' aristocrazia guerriera.

Con intelligente intenzione didattica sono esposti i ritratti dei tre unificatori del Giappone e i rotoli che illustrano la battaglia di Nagashino del 1575.

Nella sezione intitolata "Arte e natura" si viene accolti da mirabili prove del tema centrale e costante dell' arte giapponese tradizionale: il culto per la natura.

Per capirne l'importanza basti osservare i dodici pannelli da paravento raffiguranti delle anatre: ciò che interessa all' artista non sono le forme degli animali, ma la loro vita. Per celebrare la natura all' ingegno pittorico giapponese basta cogliere con un leggero tratto di pennello l' assottigliarsi di un ramo di pruno sul finire dell' inverno, come avviene nella prima delle sei porte scorrevoli attribuite a Unkoku Togan.

Ma c' è un' altra sublime testimonianza della reverenza nipponica per la natura: la calligrafia di Honami Koetsu intitolata Luna, lespedeza ed edera, dove le foglie sembrano caratteri e i caratteri sembrano foglie o insetti, a sottolineare che la calligrafia, opera degli umani, per essere bella, deve produrre forme simili a quelle fatte dalla natura.

Questo tema viene ripreso nella sezione dedicata alla "Tradizione", dove splendide calligrafie di Asukai Masatsune (15691615), nello stile "delle erbe" (corsivo veloce), trascrivono le Poesie dei 36 poeti immortali su fogli di carta leggermente colorata, spruzzati d' oro e d' argento, in modo tale che, inclinando lateralmente lo sguardo, le superfici si accendono, come fossero illuminate dall' interno.

La sezione riserva altri sorprendenti incontri: con i pannelli raffiguranti il drago e la tigre; con i due cerchi ( enso) tracciati in modo fulmineo da altri due maestri zen, Bankei Eitaku e Torei Enji; e, infine, con il Paesaggio ad Atagoyama dove il grande Sengai Gibon (17501837) usa pochi tratti di inchiostro per rendere l' elasticità e la forza del bambù e l' impeto del vento. Corona la mostra un' interessante antologia dei modi con cui alcuni artisti giapponesi conobberoe assimilarono il mondo delle immagini occidentali: rielaborando le tecniche prospettiche, e non disdegnando affatto quelle che anticipavano l' avvento della fotografia.

La mostra, dunque, si conclude con un messaggio forte: la cultura giapponese si è aperta alla conoscenza dell' Occidente ben prima dell' epoca Meiji, a testimonianza del fatto che spesso l' intelligenza e la sensibilità degli artisti anticipano di molto l'ottusità dei politici e la violenza dei militari.

Una mostra dunque «Assolutamente da vedere».

 
 
 Debris
 
 The abuse of Greatness Is When Disjoint Remorse From Power  ( Bruto - dal Giulio Cesare di Shakespeare )
 
 http://www.animeclick.it./
 
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